
O vice-presidente do COMITES de Buenos Aires, Argentina, Antonio Turtora, cometeu "preconceito" contra todos os ítalos-descendentes ao afirmar que um dos membros cooptados do mesmo COMITES, Dario Signorini, ""non può considerarsi italiano giacché nato in Argentina".
A reação dos comandantes da comunidade italiana na Argentina foi imediata e querem a demissão de Turtora.
Veja abaixo em italiano o imbróglio
Articolo di Alessandro Cario
Nel corso della riunione del COMITES del 14 settembre, il neo-eletto Cavaliere della Repubblica Italiana, Antonio Turtora, ha commesso non una svista di concetto, ma un grossolano errore dovuto a ignoranza di base su alcuni concetti, che non dovrebbero essere espressi da un componente di una istituzione pubblica.
Infatti, nei confronti del cooptato del COMITES di Buenos Aires, Avv. Signorini, si é espresso dicendo che questi non puó considerarsi italiano, giacché é nato in Argentina; con ció disconoscendo la sua origine italiana ed anche il fatto di essere in possesso della cittadinanza italiana.
Grossolano errore compiuto da un consigliere del Comites, che senza rendersene conto ha supposto che anche il Console Generale d'Italia in Buenos Aires, Giancarlo M. Curcio, non sia italiano, in quanto é nato a Madrid.Talvolta le avversitá partitico-politiche fanno sviare il corso dei pensierie soprattutto, seguendo il detto: "ognuno é padrone di quello che dice ma é schiavo di quello che ha detto" dimostrano come certe persone siano discriminanti e insipienti.
Alessandro Cario
Sigam também algumas das mensagens de solidariedade a Signorini
Lomas de Zamora, 23 settembre 2009:- Il Gr.Uff. Gerardo Pinto (CGIE), dopo avere letto nel giornale L'Eco d'Italia che, nel corso della seduta del COM.IT.ES Bs As, il Cav. Antonio Turtora ha definito il Consigliere Darío Signorini come "non italiano" per non essere nato nel nostro Paese, è intervenuto per esprimere la sua totale solidarietà al suo caro amico e connazionale Signorini.
Spero che il Vice Presidente Turtora possa chiarire pubblicamente questa situazione discriminatoria, totalitaria e fuori luogo, che non fá altra cosa che ritornare cento anni indietro e disunire alla colletività italiana in Argentina.
Gerardo Pinto – Consigliere CGIE
Secondo il giudizio espresso dal Sig. Antonio Turtora, oggi argutamente commentato dal dott. Alessandro Cario, direttore dell'Eco d'Italia, esistono cittadini di serie A (quelli nati in Italia) e cittadini di serie B (quelli nati all'estero) e in base a questa discriminatoria classificazione addirittura i secondi non avrebbero diritto di esprimere le loro opinioni.
Siamo sicuri che il mondo è pieno di persone ignoranti della legge e che esiste ancora qualcuno che non ha ben chiaro il senso della dizione cittadino jure sanguinis.
Ma è sconcertante che proprio una persona che ricopre una carica rappresentativa di spicco nella comunità degli italiani residenti all'estero, come quella di vicepresidente del Comites di Buenos Aires, possa esprimersi in maniera così arrogante e discriminatoria contro un consigliere di quella stessa istituzione, nata in rappresentanza e difesa dei diritti degli italiani nel mondo.
L'offesa rivolta al collega membro del Comites è grave sia per la funzione di chi l'ha espressa sia perchè colpisce tutti i discendenti di italiani nel mondo.
Per questo esprimo la mia più ampia solidarietà all'Avv. Dario Signorini e a tutti gli italiani jure sanguinis che le parole di Turtora hanno offeso.
Marcelo Romanello (Consigliere CGIE, giornalista)
Sono venuto a conoscenza, secondo quanto diffuso dal giornalista Alessandro Cario – direttore del periodico L'Eco d'Italia – che il Vicepresidente del COM.IT.ES. di Buenos Aires cav. Antonio Turtora – durante un'Assemblea – avrebbe dichiarato che l'avvocato Signorini, consigliere del Comites di Buenos Aires, "non può considerarsi italiano giacché nato in Argentina".
Oltre la sorpresa per queste espressioni che, in certe circostanze si sentono dentro la collettività per squalificare una persona laddove non si è in grado di confrontare legittimamente; va detto che è preoccupante giacché non si possono permettere episodi di discriminazione nel nostro paese, Argentina, il quale è da nord a sud popolato da una delle maggiori collettività di Italiani all'estero.
Queste sono uscite di personaggi che non hanno né proposte da fare né idee.
In qualità di Coordinatore MAIE Bahia Blanca esprimo solidarietà al consigliere Signorini.
Juan Carlos Paglialunga
Coordinatore MAIE Bahia Blanca
Presidente Intercomites Argentina
Secondo quanto informato dal giornalista Alessandro Cario, direttore del periodico L’Eco d’Italia, nella seduta del Com.it.es. Buenos Aires del 14 settembre u.s., il Cav. Antonio Turtora avrebbe "squalificato" il dr. Dario Signorini – membro cooptato del Com.it.es.- esprimendo che questi "non può considerarsi italiano giacché nato in Argentina".
Certo il Cav. Turtora, vicepresidente del Comites di Buenos Aires e uomo di lunga traiettoria nella comunità italiana, conosce benissimo la Costituzione e la legislazione italiana che in materia di cittadinanza si regge per il principio dello ius sanguinis, che d’altra parte è l’originale principio di trasmissione di cittadinanza fin dagli inizi dei tempi.
Inoltre, il Cav. Turtora conosce – o dovrebbe conoscere, in virtù delle sue responsabilità di operatore della comunità – la distinzione tra i concetti di cittadinanza e nazionalità, e pertanto non può disconoscere l’italianità di Dario Signorini.
Il fatto che Turtora avrebbe utilizzato questa espressione per silenziare un’opinione del dr. Signorini, evidenzia l’intenzionalità discriminatoria e totalitaria del Cav. Turtora.
Esprimo pertanto la mia solidarietà al nostro connazionale Dario Signorini.
Mariano R. Gazzola (Membro CGIE)